Web Domain Authority the #1 domain authority and page authority booster.

Gran Consiglio della Forchetta

Home Gran Consiglio della Forchetta

Gran Consiglio della Forchetta

Rated: 4.00 / 5 | 1,056 listing views Gran Consiglio della Forchetta Web Domain Authority Directory

malaysia

 

General Audience

  • Cuoco Goffredo
  • January 31, 2018 11:28:39 PM

A Little About Us

Full of italian traditional and regional recipes. A guide of the best italian wine.

Listing Details

Listing Statistics

Add ReviewMe Button

Review Gran Consiglio della Forchetta at Web Domain Authority Directory

Add SEO Score Button

My Web Domain Authority Score

Google Adsense™ Share Program

Alexa Web Ranking: N/A

Alexa Ranking - Gran Consiglio della Forchetta

Example Ad for Gran Consiglio della Forchetta

This what your Gran Consiglio della Forchetta Blog Ad will look like to visitors! Of course you will want to use keywords and ad targeting to get the most out of your ad campaign! So purchase an ad space today before there all gone!

https://www.bloggingfusion.com

.

notice: Total Ad Spaces Available: (2) ad spaces remaining of (2)

Advertise Here?

  • Blog specific ad placement
  • Customize the title link
  • Place a detailed description
  • It appears here within the content
  • Approved within 24 hours!
  • 100% Satisfaction
  • Or 3 months absolutely free;
  • No questions asked!

Subscribe to Gran Consiglio della Forchetta

Carbonara con il petto d’oca affumicato

La pasta alla carbonara, piatto forte della tradizione romana vuole insieme all'uovo e al pecorino, il guanciale di maiale stagionato. Questo affettato ha la particolarità si avere la parte grassa che si scioglie al calore rilasciando un sughetto saporito e delicato e la parte magra che diventa gustosa e croccante. Stesse caratteristiche le ha il petto d'oca affumicato. Un affettato disponibile nelle regioni settentrionali, in particolare nella zona del Veneto. Ecco quindi, la carbonara con il...

Carbonara con petto d'oca affumicato

Carbonara con il petto d’oca affumicato

Durata 15 min

Difficoltà  Intermedia

Origine Interregionale

La pasta alla carbonara, piatto forte della tradizione romana vuole insieme all’uovo e al pecorino, il guanciale di maiale stagionato. Questo affettato ha la particolarità si avere la parte grassa che si scioglie al calore rilasciando un sughetto saporito e delicato e la parte magra che diventa gustosa e croccante. Stesse caratteristiche le ha il petto d’oca affumicato. Un affettato disponibile nelle regioni settentrionali, in particolare nella zona del Veneto. Ecco quindi, la carbonara con il petto d’oca affumicato, un piatto alternativo che vale la pena provare.

Ingredienti

Dosi per 4 persone:

  • 400 gr di mezzemaniche o rigatoni
  • 60 gr di petto d’oca affumicato
  • 2 uova + 2 tuorli
  • Pecorino romano grattugiato q.b.
  • Sale
  • Pepe

Preparazione

Affettate il petto d’oca affumicato a fette sottilissime, poi le stesse le suddividerete in striscioline. Prendete una padella antiaderente ed versateci dentro il petto d’oca. La parte grassa con il calore comincerà a discogliersi, e farà da condimento alla parte magra che comincerà a rosolare scurendosi. Spegnete il fuoco dopo qualche minuto.

Nel frattempo rompete due uova intere e aggiungete poi altri due tuorli e con un frustino, cominciate a sbattere le uova. Cominciate ad aggiungere gradualmente il pecorino romano grattugiato per farlo incorporare al battuto. Generalmente va bene un cucchiaio abbondante a persona di pecorino, ma fate a vostro buon gusto. Una volta ottenuta una morbida crema fermatevi.

Mettete a bollire una pentola di acqua e una volta raggiunto il bollore, aggiungete una presa di sale e poi versateci dentro le mezzemaniche o i rigatoni. Fateli cuocere per il tempo necessario, poi scolateli, versandoli nella padella in cui avevate rosolato il petto d’oca. Fate saltare per un minuto o due per far insaporire la pasta con il condimento, poi spegnete. Contate circa 10 – 20 secondi e poi solo a questo punto aggiungete il battuto di uova e pecorino. La temperatura della pasta non deve essere né alta per far condensare l’uovo come una frittata, né bassa perchè comunque deve leggermente cuocerlo e formare la tipica cremina della carbonara.

Mescolate per bene e rapidamente per far condire la pasta con il condimento. Poi servite le porzioni, aggiungendo come guarnizione ulteriore pecorino romano grattugiato e una bella grattata di pepe nero.


Tagliatelle alle bietole

Ci piace la pasta all'uovo fresca ma siamo stanchi di abbinarla sempre a sughi a base di carne? Che ne dite di provare le tagliatelle alle bietole? Un ottimo primo piatto che scoprirete sorprendentemente saporito, soprattutto se le bietole le cuocerete in umido, e non lessate, perdendo così gran parte del loro sapore e delle sostanze nutrienti all'interno. Un piatto certamente del sud Italia, con l'immancabile peperoncino fresco, ma che si può facilmente preparare anche nel nord...

Tagliatelle alle bietole

Tagliatelle alle bietole

Durata 1h

Difficoltà  Intermedia

Origine Interregionale

Ci piace la pasta all’uovo fresca ma siamo stanchi di abbinarla sempre a sughi a base di carne? Che ne dite di provare le tagliatelle alle bietole? Un ottimo primo piatto che scoprirete sorprendentemente saporito, soprattutto se le bietole le cuocerete in umido, e non lessate, perdendo così gran parte del loro sapore e delle sostanze nutrienti all’interno. Un piatto certamente del sud Italia, con l’immancabile peperoncino fresco, ma che si può facilmente preparare anche nel nord Italia.

Ingredienti

Dosi per 4 persone:

  • 500 gr di tagliatelle verdi (preferibilmente)
  • 1 mazzo di bietole
  • 1 cipollotto fresco (o 1 cipolla)
  • 1 o 2 filetti di acciuga sottolio
  • 1 spicchio d’aglio
  • Olio extravergine di oliva
  • Parmigiano reggiano grattugiato
  • Peperoncino a pezzi
  • Sale

Preparazione

Le tagliatelle verdi fresche si trovano facilmente in qualsiasi supermercato o in un negozio di pasta fresca. Ma nulla evita di prepararle a casa:

Preparazione delle tagliatelle verdi

Se non le avete a disposizione, potete sostituirle con tagliatelle fresche all’uovo semplici. La ricetta non cambia.

Prendete la bieta e lavatela per bene sotto l’acqua corrente, mondate se necessario la parte più bassa del gambo, a volte è sfibrata o annerita. Una volta ben lavate le foglie di bieta, dividetele in due e ponetele in uno scolapasta ad asciugare. Nel frattempo prendete una casseruola, o meglio, se lo avete, un tegame di terracotta, e aggiungete un filo d’olio extravergine di oliva, uno spicchio d’aglio e se volete uno o due filetti di acciuga e del peperoncino tritato.

Bieta in umido 01

Lasciate dorare l’aglio, e nel frattempo disciogliete nell’olio i filetti di acciuga aiutandovi con una forchetta. Quando l’acciuga si sarà disciolta nell’olio, il cipollotto tritato compresa la parte verde, o altrimenti mezza cipolla, ed il peperoncino fresco tagliato a pezzi. Lasciatele leggermente imbiondire per un minuto o due, quindi versateci dentro le foglie di bieta. All’inizio sembreranno riempire l’intera pentola, ma non vi preoccupate. Perderanno di volume molto velocemente rilasciando l’acqua per la cottura sul fondo del tegame. Salate, aggiungete mezzo bicchiere di acqua per aiutare l’avvio del rilascio di acqua, e coprite con un coperchio.

Bieta in umido 02

Già dopo circa 5 minuti, riaprite il coperchio, e vedrete che gran parte della bieta ormai avrà perso volume e si sarà formato sul fondo abbondante liquido di cottura. A questo punto mescolate la bieta per far passare sul fondo la bieta che era in superficie in modo da uniformare la cottura. Ricoprite con il coperchio e continuate la cottura per altri 10 minuti.

Bieta in umido 03

A questo punto, togliete il coperchio definitivamente ed alzate la fiamma in modo da far asciugare per quanto possibile il liquido di cottura. Nel frattempo mettete a bollire una pentola di acqua, e una volta raggiunto il bollore aggiungete una presa di sale e poi le tagliatelle verdi. Non fatele cuocere completamente, ma poco prima del termine della cottura, scolatele per bene e continuate la loro cottura, aggiungendole nella pentola con la bieta. Le tagliatelle così termineranno la loro cottura nel fondo di cottura rilasciato dalla bieta. Spegnete e servite. Aggiungete altro olio extravergine di oliva se necessario ed una bella spolverata di parmigiano grattugiato.


Tagliatelle al ragù di cervo

Le tagliatelle al ragù di cervo sono un ottimo primo da proporre a chi ama la cacciagione. Questo piatto sa regalare i veri gusti della montagna grazie al suo gusto forte, ottimo per una pasta fresca all'uovo come pappardelle o tagliatelle. Da gustare vicino ad un camino o in un ambiente rustico, si presenta come un primo piatto di classe da gustare con altri intenditori, specialmente in compagnia di un ottimo...

Tagliatelle al ragù di cervo

Tagliatelle al ragù di cervo

Durata 1h 30 min + 6h di riposo

Difficoltà  Intermedia

Origine Interregionale

Le tagliatelle al ragù di cervo sono un ottimo primo da proporre a chi ama la cacciagione. Questo piatto sa regalare i veri gusti della montagna grazie al suo gusto forte, ottimo per una pasta fresca all’uovo come pappardelle o tagliatelle. Da gustare vicino ad un camino o in un ambiente rustico, si presenta come un primo piatto di classe da gustare con altri intenditori, specialmente in compagnia di un ottimo vino. Se trovate la carne di cervo a spezzatino, invece di tritarla finemente con un tritacarne, è un’ottima scelta sminuzzarla a punta di coltello, o lasciarla comunque a spezzatino.

Ingredienti

Dosi per 4 persone:

  • 500 gr di carne di cervo
  • 500 gr di tagliatelle
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 cucchiaio di bacche di Ginepro
  • 1 chiodo di garofano
  • 2 foglie di alloro
  • 1 rametto di rosmarino (opzionale)
  • 1 pezzo di cannella
  • Scorza d’arancia o di limone (opzionale)
  • noce moscata q.b.
  • 1/2 litro di vino rosso
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Parmigiano reggiano grattugiato
  • Pepe
  • Sale

Preparazione

Le tagliatelle fresche si trovano facilmente in qualsiasi supermercato o in un negozio di pasta fresca. Nulla evita di prepararle a casa se preferite:

pasta frescaPreparazione delle tagliatelle

Prendete la carne di cervo e tagliatela a piccoli pezzetti, eliminate eventuali parti troppo grasse, separando la carne dall’osso. Versate i pezzettini in una ciotola. Poi aggiungete un bicchiere di vino rosso abbondante, le bacche di ginepro, un chiodo di garofano, le foglie di alloro, la stecca di cannella, ed il rametto di rosmarino ed un po’ di noce moscata grattugiata. Io ci aggiungo anche un po’ di scorza di arancia. Lasciate il cervo macerare nel vino aromatizzato per almeno 6 ore. Trascorso questo tempo, togliete la carne di cervo dal vino, conservando il vino che utilizzerete in seguito. Prendete la carne e con un coltello ben affilato, sminuzzatela in pezzettini molto piccoli.

Prendete la carota, uno spicchio d’aglio ed il sedano e dopo averli lavati e mondati, sminuzzateli finemente formando un trito. Prendete una casseruola abbastanza capiente e aggiungete un buon filo d’olio ed il trito. Fate rosolare per bene il trito per circa 4-5 minuti, poi quando sarà ben imbiondito aggiungete la carne di cervo a pezzettini.

Aggiungete del pepe nero macinato e fate rosolare attentamente anche la carne, mescolando con un mestolo di legno, poi aggiungete la passata di pomodoro. Continuate a mescolare e lasciate cuocere per circa 5 minuti. Aiutandovi con un mestolo, poi cominciate a versare il vino in cui avete macerato lo spezzatino di cervo, filtrandolo con un colino. Regolate di sale e continuate la cottura per circa 1 ora a fuoco lento, tenendo il coperchio chiuso

Dopo questo tempo, potete continuare la cottura mantenendo le dimensioni del cervo come spezzatino oppure preparare un bel ragù di cervo a punta di coltello. Durante la cottura, prelevate un po’ di parti di carne di cervo e sminuzzatele a punta di coltello su di un tagliere, e riversate il tutto nella pentola di cottura. Continuate finchè non avrete sminuzzato tutto lo spezzatino. Nel frattempo, dopo circa 30 minuti terminate la cottura a coperchio aperto per fare asciugare il ragù di cervo.

Nel frattempo riempite una pentola di acqua, portatela a bollore. Una volta raggiunta la bollitura, versate le tagliatelle e lasciatele cuocere al dente. Scolatele ed infine conditele con il ragù di cervo. Spolverate con un po’ di grana padano grattugiato e servite.

Le tagliatelle al ragù di cervo vanno servite ben calde.


Sulada Ad Sant’Antoni

la Sulada ad Sant’Antoni, un’antica torta rustica dell’Oltrepò mantovano che viene preparata soltanto una volta l’anno, il 17 Gennaio, in occasione della Festa di Sant’Antonio Abate, protettore della campagna e dell’agricoltura. Una generosa crostata di frutta e pasta frolla con la tipica decorazione a losanghe dal sapore genuino ed...

Sulada ad Sant'Antoni - Carlo Mantovani
Cuoco uomo

Sulada ad Sant’Antoni

Carlo Mantovani

giornalista dendrogastronomico

Durata 1 h + 2 h di riposo

Difficoltà  Intermedia

Origine Lombardia

È dal 2016 – quando mia madre, originaria di Quistello, si è ammalata e non è più stata in grado di cucinarla – che ho un pensiero fisso in testa: salvare la Sulada ad Sant’Antoni, un’antica torta rustica dell’Oltrepò mantovano che viene preparata soltanto una volta l’anno, il 17 Gennaio, in occasione della Festa di Sant’Antonio Abate, protettore della campagna e dell’agricoltura. Una generosa crostata di frutta e pasta frolla con la tipica decorazione a losanghe dal sapore genuino ed inimitabile, dovuto agli ingredienti che ne compongono la farcitura, grossolana e dal tipico colore marron (più o meno scuro): castagne, fagioli borlotti, mele campanine (tutti rigorosamente cotti), conserva di prugne, amaretti e biscotti secchi tritati e scorza di limone. Ricette vere e proprie, quelle con dosi e tempi di cottura, non  ne esistono: ma il segreto – per avere un sapore equilibrato, dolce ma non troppo – è bilanciare gli ingredienti, non esagerando con la conserva di prugne, che aumenterebbe l’acidità della farcitura e coprirebbe il sapore più delicato di castagne, fagioli e mele.

Una torta da salvare non soltanto perché squisita e più salutare di tante altre, ma anche per evitare che cada nell’oblio gastronomico: se è vero che, per sfuggire alla maledizione di Sant’Antoni chisuler, in provincia il 17 Gennaio praticamente tutti cucinano una torta, la Sulada viene preparata soltanto da pochissimi appassionati tra Quistello e Sermide, dove peraltro quasi nessuno, pasticcerie in primis, utilizza più l’ingrediente rustico per eccellenza, i fagioli.  

Ecco allora che quest’anno ho lanciato l’appello sulle piattaforme  social e ho invitato gli appassionati di cucina ad accettare la sfida e preparare la Sulada, nella speranza che questo meraviglioso dolce di campagna continui a vivere. Vedere tutte quelle bellissime immagini di torte appena sfornate (arrivate da Mantova città, Verona, Ferrara, Bologna, Modena e Parma), e leggere i tanti commenti entusiasti, ve assicuro è stato un successo inaspettato, che mi ha riempito di gioia: a conferma che questo dolce, eredità di un mondo contadino ormai scomparso, può avere un grande futuro.

Ingredienti

Ingredienti per la base (pasta frolla):

  • 400 gr di Farina
  • 100 gr di Zucchero
  • 2 Uova + 2 tuorli
  • 100 gr di Burro
  • 1 dose di lievito per dolci

Ingredienti per il ripieno:

  • 200 gr di Castagne secche
  • 250 gr di Fagioli borlotti
  • 7 Mele Campanine
  • 150 gr di Conserva di prugne
  • 50 gr di Amaretti Benelli
  • 12 biscotti secchi
  • 1 limone

Procedimento

Visto che in tanti me l’hanno chiesta, questa è la ricetta che uso io per preparare l’antico dolce rustico dell’Oltrepò mantovano chiamato, appunto, Sulada ad Sant’Antoni. Premetto che la pasta, in origine, non era frolla, ma più simile a quella della ciambella e che la conserva di prugne potete dosarla come vi pare, anche se, essendo un ingrediente acido, vi consiglio di non esagerare, perchè altrimenti rischiereste di coprire i sapori più delicati di castagne, fagioli e mele.

Per prima cosa pensiamo alla preparazione del ripieno.

Reidratare le castagne, poi cuocerle; tagliare a pezzetti le mele e poi cuocerle con un po’ di zucchero e le bucce di limone; con lo schiaccia patate (o col un mixer) frantumare castagne e fagioli e mele (senza però farli diventare una crema); mettere tutti gli ingredienti in un recipiente e aggiungere amaretti e biscotti tritati (col mixer) e la conserva di prugne. Mescolare per bene fino ad avere un impasto abbastanza omogeneo.

Lasciamo il ripieno a riposare e nel frattempo dedichiamoci alla preparazione della pasta frolla

Impastare gli ingredienti tra di loro fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Lasciar riposare l’impasto per due ore; poi stenderlo, ritagliando le strisce per la tipica decorazione a losanghe e farcirlo; infine,  mettere in forno per 30- 40 minuti  a 180°. Una volta completata la cottura, lasciarla raffreddare: la torta va consumata a temperatura ambiente.


Cosce di Pollo ripiene

Per gli arrosti di carne con dei ripieni si utilizzano normalmente tagli di carne di manzo o maiale, ma nulla evita di poterli fare con altri tipi di carne. Per esempio le cosce di pollo ripiene, sono ottime per creare dei fagottini monoporzione saporiti e prelibati. Una volta disossate le cosce di pollo, si farciscono con ingredienti aromatici e saporiti, come funghi e formaggio per esempio, e qualche affettato per insaporire come prosciutto o pancetta....

Cosce di pollo ripiene

Cosce di Pollo ripiene

Durata 1 h

Difficoltà Intermedia

Origine Interregionale

Per gli arrosti di carne con dei ripieni si utilizzano normalmente tagli di carne di manzo o maiale, ma nulla evita di poterli fare con altri tipi di carne. Per esempio le cosce di pollo ripiene, sono ottime per creare dei fagottini monoporzione saporiti e prelibati. Una volta disossate le cosce di pollo, si farciscono con ingredienti aromatici e saporiti, come funghi e formaggio per esempio, e qualche affettato per insaporire come prosciutto o pancetta.

Ingredienti

Ingredienti per 4 persone:

  • 4 cosce di pollo
  • 1 fetta di pancetta
  • 1 fetta di pane raffermo
  • Formaggio (fontina, emmenthal o sottilette) q.b.
  • 200 gr funghi champignon (o Porcini secchi)
  • Olio extravergine di oliva
  • Pepe
  • Sale

Procedimento

Prendete le cosce di pollo e minuziosamente con un coltello ben affilato (buono quello per filettare) rimuovete l’osso centrale. Alla fine otterrete 4 porzioni di polpa di pollo. Nel frattempo, lavate per bene i funghi champignon, rimuovendo la terra e le radici. Prendete un po’ di pane raffermo e lasciatela in ammollo in una ciotola con del latte.

Cosce di pollo ripiene 01

Prendete una padella, aggiungete un filo d’olio extravergine di oliva, e la fetta di pancetta tagliata a striscioline. Fate rosolare la pancetta per bene e poi aggiungete i funghi champignon (vanno bene anche i porcini o altre tipologie) tagliati anch’essi a tocchetti. Aggiungete un po’ di sale e continuate a far rosolare il tutto fino a completa cottura dei funghi. Poi una volta ben cotti, aggiungete sempre nella padella la mollica del pane ammollato ben strizzata, sbriciolandola. Mescolate per bene per far prendere al pane il sapore degli altri ingredienti.

Stendete per bene ciascuna coscia di pollo disossata, e metteteci al centro un po’ di impasto. Potete a questo punto anche aggiungere un po’ di formaggio sminuzzato come fontina, provolone, emmenthal o anche mezza sottiletta. Richiudete su se stessa la coscia disossata e poi con l’aiuto di uno spago da cucina, richiudete le cosce di pollo ripiene. Disponetele così su di una teglia su cui avrete aggiunto un fondo di olio extravergine di oliva. Per completare, aggiungete una spolverata di sale e di pepe.

Riscaldate il forno a 180 gradi ed infornate le cosce di pollo ripiene. Lasciatele cuocere per circa 20 minuti, spennellando di tanto in tanto con il sugo di fondo la superficie delle cosce di pollo ripiene. A cottura completata, prendete ciascuna coscia di pollo e tagliate la corda che la lega. Una volta cotta, la coscia di pollo rimarrà integra e disponetela su di un piatto. Conditela con un po’ di olio del fondo della teglia e servite.


Abbacchio

Abbacchio è il termine di origine romanesca, utilizzato per indicare l'agnello. In realtà il termine si deve riferire solo all'agnello "abbacchiato" dopo circa 20-30 giorni dalla nascita, che ancora non si è cibato di erba e con un peso compreso tra i 6 ed 11 chilogrammi. Infatti solo in questi termini si hanno carni chiare e delicate, estremamente tenere, ben diverse da quelle degli agnelli o ovini di età...

Abbacchio

Abbacchio è il termine di origine romanesca, utilizzato per indicare l’agnello. In realtà il termine si deve riferire solo all’agnello “abbacchiato” dopo circa 20-30 giorni dalla nascita, che ancora non si è cibato di erba e con un peso compreso tra i 6 ed 11 chilogrammi. Infatti solo in questi termini si hanno carni chiare e delicate, estremamente tenere, ben diverse da quelle degli agnelli o ovini di età maggiore (agnello, montone, ecc.).

Già Giovenale nella sua Satira definiva l’abbacchio come “un agnello bello gasso della Campagna di Tivoli, il più tenero del gregge, che ancora non ha assaggiato un filo d’erba“.

L’abbacchio quindi in realtà è un alimento di tipo stagionale, dato che il periodo indicato sopra corrisponde limitatamente ai mesi primaverili. Ecco perché generalmente, l’abbacchio come l’agnello in generale viene associato alla Pasqua.

L’abbacchio, a differenza dell’agnello, ha un basso contenuto di grasso e quindi un sapore molto più gradevole. Quindi la sua cottura può essere immediata, come vuole la tradizione gastronomica romana, senza marinature, o l’aggiunta di troppi ingredienti “per mascherare” quel sapore a volte troppo pungente.

L’abbacchio può essere disponibile in altri periodi dell’anno, previa congelazione. Infatti la carne cruda si conserva molto bene, ma in questi casi è importantissimo non sottoporre nuovamente a congelamento (o surgelazione) le sue carni.

Composizione di 100 gr di Abbacchio

Composizione quantità
Acqua76.70g
Proteine20.06g
Lipidi2.24
Vitamina B10.15mg
Calcio10 mg
Fosforo191 mg
Ferro2.04 mg
Calorie103

Le ricette con l’Abbacchio


Link to Category:

Or if you prefer use one of our linkware images? Click here

Social Bookmarks


Available Upgrade

If you are the owner of Gran Consiglio della Forchetta, or someone who enjoys this blog why not upgrade it to a Featured Listing or Permanent Listing?